Sezione Pianoforti

lA MANUTENZION E L'ACCORDATURA DEL PIANOFORTE

L'accordatura, la messa a punto e la manutenzione regolare è determinante non solo perché lo strumento suoni bene, la manutenzione periodica e le accordature periodiche sono essenziali per proteggere e custodire l'investimento e il patrimonio artistico - musicale, garantendone la tutela e la conservazione complessiva. 

Suonare il pianoforte per diletto, studio o a livello professionale, necessita avere un pianoforte sempre con una manutenzione accurata e di un'accordatura periodica. E' bene mantenere un programma di manutenzione ed accordatura ogni volta che si presentano cambi di temperatura ed umidità ma anche in funzione dell'uso più o meno intensivo, per avere un pianoforte sempre accordato, efficiente e dal suono perfetto; perchè  

SUONARE DEVE ESSERE SEMPRE UN PIACERE  ! 

Presente dal 1997 sul territorio bolognese con competenza, passione e grande professionalità, ORGANARIA SALLUCE è in grado di operare su pianoforti di qualsiasi tipologia, da studio, professionali o da concerto.

I CONTROLLI

IL PROGRAMMA DI MANUTENZIONE VERTE SU UNA SERIE DI CONTROLLI E VERIFICHE: DALLO STATO DELLA CASSA ARMONICA A TUTTE LE COMPONENTI MECCANICHE IN PARTICOLARE:

QUESTIONI DI FREQUENZE  ... 

Il diapason fu fissato sul La corista a 440 Hz con la Risoluzione europea n.71 del 30 giugno 1971. In Italia la Legge 3 maggio 1989, n.70, pubblicata sulla G.U. n.109 del 12/05/1989 stabilì la frequenza della nota di riferimento per l’accordatura degli strumenti musicali: “Normalizzazione dell’intonazione di base degli strumenti musicali”. Art.1: “Il suono di riferimento per l’intonazione di base degli strumenti musicali è la nota La3, la cui altezza deve corrispondere alla frequenza di 440 hertz, misurata alla temperatura ambiente di 20 gradi centigradi”.Per l'esecuzione filologica con strumenti storici barocchie e classici il diapason è fissato a 415 Hz o a 430 Hz.
Ma tutto questo ha una lunga diatriba tra musicisti, filologi e .... fisici.
La questione si accese con la lettera del 10 febbraio del 1884 di Giuseppe Verdi, indirizzata alla Commissione musicale del Governo, nella quale si poneva il problema sull'uso del diapason armonico a 432Hz contro un diapason a 440Hz, sostenendo l’adozione di un “diapason normale”.
Il “diapason normale” conservato al Museo del Conservatorio nazionale di Parigi a cui Verdi faceva riferimento prevedeva una frequenza per il La a 435Hz. Il “diapason scientifico” è calcolato sul Do3 a 256 Hz, corrisponde ad un La3 a 440Hz e così fu approvato all’unanimità dal Congresso dei musicisti italiani del 1881. Ma fu solo questione di uniformità di frequenze oppure ci sono altri motivi? Questa imposizione ad una intonazione più acuta era ricercata delle bande militari, supportato dai compositori tardo romantici, per coinvolgere le masse ed accendere sentimenti e reazioni emotive ben definite, tuttavia la frequenza a 440 Hz venne adottato convenzionalmente a Londra nel 1939 per ragioni molto più pratiche a livello globale. 

Ma ritorniamo sempre alla possibilità di previlegiare un diapason con frequenza a 432 Hz. Ci sono fondamenti scientifici per dire che la musica con un corista a 432 Hz è più rilassante all’ascolto, più cantabile. Questa teoria si basa sulla frequenza fondamentale di oscillazione della Terra registrata a 7,83Hz, tesi dimostrata matematicamente dal Fisico Winfried Otto Schumann nel 1952, chiamata risonanza elettromagnetica globale e conosciuta con il termine “Risonanza di Schumann“. Ebbene, la scala musicale intonata sul corista a 432 Hz genera l’armonia musicale più in sintonia con la vibrazione naturale fondamentale della terra. Sottoporsi a tali vibrazioni acustiche e sonore predispone il proprio corpo e tutti i nostri sensi ad una sincronizzazione biemisferica del cervello corretta e ad una frequenza di replicazione del Dna più precisa con un miglioramento complessivo, verso uno stadio di completa armonia cosmica, basata sulla giusta proporzione aurea dell'universo.